GERANOS – Subcultures of the Sun | Movimento III di Riccardo Arena

9 dicembre 2025 — 11 gennaio 2026
Mostra prodotta da Casa degli Artisti in collaborazione con Museo MA*GA e Viafarini. Con il supporto di: Accademia di Brera, Monte Verità, Fondazione Arthur Cravan, Fondazione Shapdiz
Nella traccia della nuova programmazione di Casa Degli Artisti Omnirica Spazi desideranti, il progetto GERANOS Subcultures of the Sun (Movimento III) di Riccardo Arena apre uno sguardo sulla ricerca come processo in divenire, capace di liberare il pensiero e generare forme di immaginazione collettiva. L’artista trasforma il piano terra di Casa degli Artisti in un “centro di ricerca processuale in forma di laboratorio/mostra”, dove l’ “in itinere” diventa esperienza e partecipazione, riconfigurando lo spazio come un ambiente instabile, danzante e trasformativo.
“Quando entro in una stanza che non conosco, cerco il territorio, cioè il posto dove mi sento più a mio agio. E poi ci sono dei processi che dobbiamo chiamare di deterritorializzazione, cioè il modo in cui si esce dal territorio. Direi che un concatenamento comprende queste quattro dimensioni: stati di cose, enunciazioni, territori, movimenti di deterritorializzazione. E lì scorre il desiderio.” (G. Deleuze)
GERANOS è un percorso di ricerca iniziato nel 2021 dalla collaborazione tra l’artista Riccardo Arena e il curatore Noah Stolz. Il progetto si inserisce in un ampio orizzonte di indagine che intreccia la storia culturale di Monte Verità, gli archivi iconografici della Fondazione Eranos conservati presso il Warburg Institute di Londra e le collezioni del Museo Antropologico di Città del Messico.
Nel 2022 sono stati presentati i primi due contributi della ricerca: il primo a Monte Verità, GERANOS Choreography of a Mental Landscape – Movimento I, in concomitanza con il ciclo di seminari internazionali di Eranos sul Libro Rosso di Jung, dove l’artista ha realizzato attraverso un wall-collage un diagramma mentale delle investigazioni seminali; il secondo presso la Casa del Lago dell’Università UNAM di Città del Messico, con una performance-talk dal titolo TEOMAMA – The Hollow Figure elaborata al termine di un periodo di studio al Museo Nazionale di Antropologia, nell’ambito della residenza Error sostenuta dall’Istituto Italiano di Cultura.
Nel 2024 viene inaugurata al Museo Elisarion, nel distretto di Locarno, la mostra monografica GERANOS Planomenon Dance – Movimento II, curata da Noah Stolz, che raccoglie il ciclo di opere sviluppate nei due anni precedenti articolandosi in un percorso installativo site-specific, concepito per i tre piani del museo e in relazione con la storia dell’edificio, originariamente progettato dai fondatori nel 1927 come tempio iniziatico.
La ricerca prosegue nel 2025 con una terza restituzione, GERANOS Subcultures of the Sun – Movimento III, prodotta e ospitata da Casa degli Artisti. Questa nuova fase, che costituisce anche un caso di studio all’interno del dottorato di ricerca intrapreso dall’artista nel 2024 presso l’Accademia di Brera, si sviluppa in dialogo con un collettivo curatoriale composto da Katia Anguelova, Vittoria Broggini, Giusy Checola, Susanna Ravelli e Giulio Verago, e con la collaborazione del Museo MA*GA e di Viafarini, articolandosi in un’installazione processuale che, integrando reperti, opere e archivi personali, viene attivata attraverso seminari, workshop e performance all’interno di un allestimento concepito come spazio di immaginazione collettiva, sviluppato con il contributo di studenti, ricercatori e artisti invitati durante il periodo espositivo.
GERANOS è il nome dell’antica danza che Teseo eseguì dopo aver ucciso il Minotauro, a cui lo storico delle religioni Károly Kerényi — figura centrale dei convegni di Eranos — fa risalire l’origine del labirinto nel mito classico. Il rituale consisteva in una fila di danzatrici che, unite da una fune, eseguiva una cerimonia coreutica simulando un movimento a spirale, in entrata e in uscita, per rappresentare l’eterno ciclo di nascita, morte e rinascita: una traccia effimera destinata a geometrizzarsi successivamente nella pianta labirintica progettata da Dedalo.
Guidato da questa potente metafora — un’architettura gestuale come dispositivo di conoscenza — l’artista ha intrapreso un percorso di rilettura e rivitalizzazione delle memorie storiche attraverso una procedura oscillante tra analisi di studio e intuizione creativa, in cui la “staticità archeologica” dei materiali d’archivio si è trasfigurata in una coreografia visionaria di corrispondenze, analogie e linguaggi espressivi, restituendo la vitalità di un patrimonio immaginativo non classificabile, destinato a continuare a nutrire generazioni di artisti, scienziati e filosofi.
Dopo la prima residenza del 2022 a Monte Verità, l’artista ha raccontato: «Ogni elemento con cui si entra in contatto ha il potere di aprire a una serie di interpretazioni potenzialmente inesauribili, con una forza così propulsiva da aver plasmato l’intero Novecento europeo. L’aura leggendaria di cui si è rivestito il luogo è stata inoltre un attrattore per studiosi, sostenitori e detrattori, che hanno speso fiumi di inchiostro nel tentativo di decostruirne il mistero, aggiungendo nuovi livelli di complessità ai precedenti. Tra questi, naturalmente, Harald Szeemann, il cui lavoro di ricostruzione lo ha portato alla realizzazione della celebre mostra-archivio Le Mammelle della Verità. Osservando le vestigia che
Szeemann ha sapientemente raccolto e ricostruito come un “architetto delle rovine”, ho sentito che il mio interesse veniva magnetizzato non tanto, e non solo, dalla saturazione di narrazioni e figure storiche, quanto piuttosto dall’enorme trama di relazioni in sé stessa, nel suo complexus, ciò che è intessuto insieme. Una geografia universale, profonda e circoscritta, dove la cornice storica si dissolve rivelando la danza di forze astratte e combinatorie in cui siamo tutti immersi».
Il movimento Subcultures of the Sun, in questa nuova fase, si configura come un laboratorio di sperimentazione teorica e formale votato a intensificare ed espandere le tensioni relazionali del progetto attraverso un lavoro corale. Un dispositivo di spazializzazione condivisa che, sviluppandosi in maniera autonoma e non lineare, sia in grado di generare un processo di ricerca ibrida in divenire, sensibile alle perturbazioni e stratificazioni di idee, pratiche e persone da cui è alimentato.
Il progetto porterà inoltre alla costituzione di un fondo archivistico che sarà custodito dal Museo MA*GA all’interno del suo Centro di Ricerca Italia 2050. Come una sorta di opera nell’opera, questi documenti, frutto del lavoro di ricerca, costituiranno un unicum eccentrico tra i fondi del museo, poiché documentano, insieme, la pratica dell’artista e i contenuti specifici oggetto del progetto, in una costante ramificazione di cui solo la catalogazione archivistica può restituirne, in parte, la complessità.
Collettivo Curatoriale: Katia Anguelova, Vittoria Broggini, Giusy Checola, Susanna Ravelli, Giulio Verago
Con il contributo immaginativo di: Andrea Aversa, Emma Bozzi, Alessandra Carta, Chiara Gambirasio, Francesca Greco, Guido Mannucci, Katja Noppes, Salvatore Sammartino
Una produzione di Casa degli Artisti
In collaborazione con Museo MA*GA, Viafarini
Con il supporto di: Fondazione Arthur Cravan, Fondazione Shapdiz, Monte Verità, Studenti Accademia di Brera
Il Monte Verità, crocevia di movimenti riformatori, teosofici, utopici e artistici, nei decenni ha visto interagire innumerevoli figure di rilievo, tra cui Rudolf von Laban e Isadora Duncan, massimi esponenti della danza moderna; gli scrittori Franz Kafka, James Joyce, Max Brod, D.H. Lawrence e Hermann Hesse; gli esoteristi Filippo Franzoni e Madame Blavatsky; il celebre sociologo ed economista Max Weber; e rappresentanti delle avanguardie storiche come Hugo Ball, Hans Arp, Hans Richter, Marianne von Werefkin, Paul Klee, Arthur Segal, El Lissitzky, Piet Mondrian e Walter Gropius. Nel 1978, il curatore svizzero Harald Szeemann inaugura la mostra “Le Mammelle della Verità” nelle sale di Casa Anatta, dove viene ricostruita tutta la storia del Monteverità con l’esposizione di centinaia di fotografie, documenti e reperti che il curatore è riuscito a recuperare in 9 anni di ricerca.
La Fondazione Eranos, costituita nel 1933 da Olga Fröbe Kapteyn, è un circolo intellettuale dedicato allo studio di religioni comparate, umanesimo, fenomenologia, psicologia e filosofia che ha coinvolto innumerevoli figure, tra cui Carl Gustav Jung, Rudolf Otto, Marie-Louise von Franz, Mircea Eliade, Joseph Campbell, Károly Kerényi, Daisetz Teitaro Suzuki, Henry Corbin e Erwin Schrödinger. Il lavoro di questi studiosi comprende più di seicento contributi, una testimonianza eccezionale di una ricerca interdisciplinare che continua tutt’oggi. All’interno di Eranos fu creato inoltre un Istituto sul simbolismo e un archivio fotografico contenente migliaia d’immagini relative dalla tradizione iconografica religiosa orientale e occidentale, dall’alchimia, dal folklore, dalla mitologia e da rappresentazioni “archetipiche” dell’epoca contemporanea. Questa documentazione, che ha costituito la base per l’Archive for Research in Archetypal Symbolism di New York, dal 1950 fa parte delle collezioni di storia dell’arte del Warburg Institute dell’università di Londra.
PARTNER E SPONSOR
Una produzione di Casa degli Artisti
In collaborazione con Museo MA*GA e Viafarini
Con il supporto di: Accademia di Brera, Monte Verità, Fondazione Arthur Cravan, Fondazione Shapdiz
ARTISTI E CURATORI
Collettivo Curatoriale: Katia Anguelova, Vittoria Broggini, Giusy Checola, Susanna Ravelli, Giulio Verago
Con il contributo immaginativo di: Andrea Aversa, Emma Bozzi, Alessandra Carta, Chiara Gambirasio, Francesca Greco, Guido Mannucci, Katja Noppes, Salvatore Sammartino
INFORMAZIONI PRATICHE
Opening & Talk
Martedì 9 dicembre, ore 18.00
Presentazione del percorso di ricerca Geranos (2022-2025)
Mostra
Dal 10 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026
Dalle 12.30 alle 19.00
Chiusura natalizia
Dal 24 dicembre 2025 al 3 gennaio 2026
OPEN CALL ATTIVE
Nuove open call in preparazione
AGENDA
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ARTISTE/I
scopri tutti le artisti e gli artisti e le curatrici e i curatori che hanno collaborato con Casa degli Artisti →
AGENDA PROGETTO
10/01/2026
Video screening - Concert
08/01/2026
Talk
07/01/2026
Talk
21/12/2025
Talk
19/12/2025
Talk
17/12/2025
Workshop
16/12/2025
Talk
12/12/2025
Talk
Video screening - Concert
10/12/2025
Talk
09/12/2025
Exhibition
Workshop
09/12/2025
Talk
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