Selene Giorgi

2025

arti visive

Selene Giorgi è una stilista e artista visiva con formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove nel 2004 presenta la tesi: “Abito come scultura: un’identità possibile” che ha meritato il massimo dei voti con la lode.

Il suo percorso è stato anomalo perché è arrivata all’abito attraverso l’arte. La sua totale convinzione di non entrare nei circuiti della moda, l’ha penalizzata, ma nonostante questo ha continuato a portare avanti la sua filosofia e il suo era considerato: “uno stile senza  tempo” 

Nel 2005 apre il suo atelier decisa ad approfondire l’evoluzione della forma trasformando la bidimensionalità del tessuto in tridimensionalità e volume e usava sempre il tessuto come supporto alla sua arte, ad eccezione di materiali come la porcellana e il titanio per alcuni gioielli.

Selene è un caso a se nel mondo della moda, e che non era possibile incasellarla in questo già saturo, complesso, nonché stanco mercato. La sua forza stava nella capacità di inventare ciò che non c’era e non nell’interpretare, stagione dopo stagione, ciò che il linguaggio della moda chiama “nuova collezione”, “nuova tendenza”.

La sua ricerca attraversa i confini tra abito, arte, spiritualità, gesto, identità, libertà e cura, con una forte componente performativa e meditativa. 

Da outsider integrale esclude a priori l’omologazione a favore dell’interpretazione individuale affidando sempre il compito di animare i suoi abiti scultura, senza tempo, alla personalità imprevedibile delle donne che, decidendo di indossare le sue creazioni, offrivano  l’apporto fondamentale e l’anima viva al suo lavoro, e la strada diventava  la sua Galleria, quindi un mondo in cui arte, abito, persona e anima si relazionano continuamente.

Le sue creazioni  – abiti e gioielli – erano realizzati in materiali naturali come seta, organza, tops di seta e tops di lana, porcellana e titanio,  molti dei quali creati con materiali di riciclo, 

Ha collaborato con danzatori, fotografi, performer e Artisti visivi, sempre con uno sguardo critico verso il Fast Fashion e con un’attenzione profonda al valore del fare manuale e del processo creativo come cura. Quest’ultimo aspetto sara’ il focus del progetto.


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Selene Giorgi è una stilista e artista visiva con formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove nel 2004 presenta la tesi: “Abito come scultura: un’identità possibile” che ha meritato il massimo dei voti con la lode.

Il suo percorso è stato anomalo perché è arrivata all’abito attraverso l’arte. La sua totale convinzione di non entrare nei circuiti della moda, l’ha penalizzata, ma nonostante questo ha continuato a portare avanti la sua filosofia e il suo era considerato: “uno stile senza  tempo” 

Nel 2005 apre il suo atelier decisa ad approfondire l’evoluzione della forma trasformando la bidimensionalità del tessuto in tridimensionalità e volume e usava sempre il tessuto come supporto alla sua arte, ad eccezione di materiali come la porcellana e il titanio per alcuni gioielli.

Selene è un caso a se nel mondo della moda, e che non era possibile incasellarla in questo già saturo, complesso, nonché stanco mercato. La sua forza stava nella capacità di inventare ciò che non c’era e non nell’interpretare, stagione dopo stagione, ciò che il linguaggio della moda chiama “nuova collezione”, “nuova tendenza”.

La sua ricerca attraversa i confini tra abito, arte, spiritualità, gesto, identità, libertà e cura, con una forte componente performativa e meditativa. 

Da outsider integrale esclude a priori l’omologazione a favore dell’interpretazione individuale affidando sempre il compito di animare i suoi abiti scultura, senza tempo, alla personalità imprevedibile delle donne che, decidendo di indossare le sue creazioni, offrivano  l’apporto fondamentale e l’anima viva al suo lavoro, e la strada diventava  la sua Galleria, quindi un mondo in cui arte, abito, persona e anima si relazionano continuamente.

Le sue creazioni  – abiti e gioielli – erano realizzati in materiali naturali come seta, organza, tops di seta e tops di lana, porcellana e titanio,  molti dei quali creati con materiali di riciclo, 

Ha collaborato con danzatori, fotografi, performer e Artisti visivi, sempre con uno sguardo critico verso il Fast Fashion e con un’attenzione profonda al valore del fare manuale e del processo creativo come cura. Quest’ultimo aspetto sara’ il focus del progetto.

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