Giulia Pompilj è una designer e ricercatrice artistica italiana il cui lavoro esplora le relazioni biologiche, storiche e sociali degli ecosistemi attraverso una pratica che intreccia ricerca scientifica, artigianato e narrazione visiva. Specializzata in ricerca etnobotanica, conduce fieldwork in ecosistemi attraversati dalle conseguenze dell’Antropocene, traducendo conoscenze ecologiche e memorie territoriali in opere tessili, installazioni e archivi materici.
La tintura naturale è centrale nella sua metodologia: ogni pigmento conserva le tracce climatiche, minerali e ambientali del territorio da cui proviene, trasformando il tessuto in un archivio sensibile del paesaggio.
La collaborazione è al centro della sua pratica artistica. Ha lavorato con centri di ricerca internazionali tra cui Inkaterra Asociación (Madre de Dios – Peru), Mater Iniciativa (Moray – Peru), FAO (Roma) e con ricercatori interdisciplinari tra Europa e Sud America. Vincitrice di fondi e residenze artistiche internazionali, il suo lavoro è stato sostenuto dall’Ambasciata Italiana per la promozione della cultura italiana all’estero. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e musei tra cui il Van Abbemuseum (Eindhoven – Olanda), l’ADI Design Museum (Milano) e il Museo Orto Botanico di Roma, dove nel 2024 ha presentato la sua mostra personale Fragile Ecosystem. Ha recentemente pubblicato due libri che riflettono sugli impatti ambientali nascosti dietro processi industriali contemporanei, aprendo una riflessione critica sul concetto di sostenibilità.
