Daniele Raviolo inizia a scrivere negli ultimi anni di liceo come aiuto per dormire. Gli piace giocare con il lettore e parlare con gli oggetti, ma scrive principalmente per creare legami profondi ed aver accesso a nuove storie da ascoltare.
Appartenente alla famosa categoria degli ingegneri discriminati – gli ingegneri gestionali – lavora anche come drammaturgo per una piccola e giovane compagnia teatrale: Teatro Nume. Negli anni, si muove tra diverse realtà poetiche attraverso reading, laboratori e qualche poetry slam. Sperimentare diverse pratiche poetiche, gli regala il piacere di un ladro di occhi che saccheggia i corpi in cerca di sguardi da indossare.
Adora mettersi zaino in spalla e partire per lunghi cammini scrivendo interminabili diari di viaggio, e se fosse un animale, sarebbe un camaleonte che prova tutti i colori del mondo in cerca del suo.
TRE LIBRI DI POESIA IMPORTANTI:
Chi o che cosa secondo i casi, Don Marquis
Sale, Wislawa Szymborska
Il libro della follia, Anne Sexton
