Gianluca Arienti (1975) vive e lavora a Milano. La sua ricerca nasce dalla pittura e dagli studi sui movimenti artistici del secondo dopoguerra, per svilupparsi progressivamente attraverso il cinema, la fotografia e il printmaking.
Negli ultimi anni ha scelto la carta come principale mezzo espressivo, esplorandone le possibilità attraverso la stampa e la fotografia analogica. Al centro della sua ricerca è il concetto di crepuscolo, inteso come dimensione effimera e transitoria, nella quale immagini e paesaggi sono sottoposti a un continuo processo di trasformazione.
Nuvole, acqua, onde, luce, albe e tramonti diventano strumenti per indagare il rapporto tra immagine, tempo e percezione. Il suo processo combina gesto, fotografia e stampa, lasciando un ruolo significativo al caso e alla sperimentazione.
L’influenza del cinema si riflette nel montaggio e nel fluire delle immagini, mentre la dimensione narrativa lascia spazio a una ricerca prevalentemente emotiva e percettiva. Il lavoro può inoltre tradursi in installazioni, stabilendo un rapporto diretto con lo spazio.
Ha fatto parte dello studio Omuamua di Milano e collabora con l’atelier A14.
