Open Studio

Casa degli Artisti presenta: “Summertime”, palinsesto estivo di iniziative pubbliche e Studio Visit che apre le porte alla città. Un appuntamento esclusivo per vivere l’arte da dentro. Per tre giorni Casa degli Artisti apre al pubblico i propri atelier, trasformando il luogo della ricerca e della produzione artistica in uno spazio da attraversare e vivere.

Il cuore di Summertime è rappresentato dagli open studio, l’apertura al pubblico degli atelier delle residenze in corso da martedì 7 a giovedì 9 luglio dalle ore 18.00 alle ore 21.00, occasione privilegiata per incontrare lə artistə nei luoghi della ricerca e conoscere da vicino progetti ancora in evoluzione. Saranno visitabili gli studi della residenza Omnirica – Spazi Desideranti, con Alessia Bernardini, Max Botticelli, Francesco Ciavaglioli, Tolja Djokovic e Claudia Müller Montes; della residenza Italia Pazza, con Giulia Pompilj; e del Premio Open Borders 2025, con Ángel Uriel Barreto.

GLI ARTISTI

Angel Uriel Barreto 

La ricerca artistica di Angel Uriel Barreto nasce dall’osservazione degli ambienti quotidiani e delle tensioni spesso invisibili che li attraversano, indagando i segni di ostilità nello spazio urbano e le modalità con cui le persone li trasformano o vi resistono. La sua pratica combina fotografia, video e registrazioni sonore, insieme a dati open access, mappe e materiali d’archivio. Durante la residenza metterà in dialogo materiali prodotti in Paraguay con nuove registrazioni realizzate nel contesto locale.

Alessia Bernardini

Artista visiva, sviluppa una ricerca che intreccia fotografia, editoria indipendente, pratiche partecipative e arte pubblica. Il suo lavoro indaga la memoria dei luoghi e le relazioni tra persone, territori ed ecosistemi, trasformando l’opera in un dispositivo collettivo capace di attivare nuove narrazioni. Durante la residenza a Casa degli Artisti presenta Nostalgia delle (tue) sponde, un progetto dedicato al fiume Olona, corso d’acqua oggi invisibile perché interrato sotto Milano. Attraverso la costruzione dell’Archivio Olona, l’artista raccoglie fotografie, documenti, memorie e testimonianze per ricostruire una geografia affettiva del fiume e riattivare una relazione condivisa con il paesaggio urbano, immaginando la città come un ecosistema vivente e multispecie.

Max Botticelli

Sviluppa una ricerca fotografica che indaga la città come spazio di trasformazione sociale, culturale e architettonica. Da oltre vent’anni concentra il proprio lavoro su Milano, osservandone le continue metamorfosi attraverso un approccio di matrice antropologica, in cui la fotografia diventa strumento di lettura del paesaggio urbano e delle relazioni che lo attraversano. A Casa degli Artisti presenta una ricerca dedicata alle trasformazioni di alcuni quartieri milanesi, dove memoria collettiva, architettura e vita quotidiana si intrecciano in una narrazione visiva della città contemporanea. Le sue immagini restituiscono Milano come un organismo in continua evoluzione, interrogando il rapporto tra spazio pubblico, identità e comunità.

Francesco Ciavaglioli

È un artista visivo che vive e lavora a Milano. La sua ricerca indaga il rapporto tra immagine, pittura e paesaggio, esplorando la tensione tra rappresentazione della natura e astrazione attraverso pittura, fotografia, installazione e interventi ambientali. Al centro del suo lavoro il giardino diventa uno spazio simbolico in cui si intrecciano memoria, percezione e trasformazione del paesaggio contemporaneo. A Casa degli Artisti presenta Ailanthus, un progetto tra pittura e installazione che trasforma lo studio in un giardino immersivo ispirato all’Albero del Paradiso (Ailanthus altissima), specie emblematica della relazione ambivalente tra uomo e natura: resistente, invasiva e capace di colonizzare gli spazi urbani. Attraverso una ricerca iconografica e storico-botanica, sviluppata con disegni, pitture, fotografie e grandi tende dipinte, l’artista costruisce un hortus conclusus contemporaneo, invitando il pubblico ad abitare uno spazio di contemplazione e condivisione dove il paesaggio diventa esperienza, riflessione e luogo di incontro.

Tolja Djokovic

È drammaturga, regista e insegnante. La sua ricerca esplora la scrittura come pratica relazionale, performativa e pedagogica, capace di generare incontro, immaginazione e comunità. Attraverso processi di co-creazione e dispositivi teatrali ibridi, il suo lavoro mette in dialogo parola, esperienza e partecipazione, trasformando la drammaturgia in uno spazio condiviso di ricerca. A Casa degli Artisti sviluppa Guerra e pace: appunti per un dispositivo seriale, un progetto che assume il romanzo di Lev Tolstoj come strumento per interrogare il presente. Attraverso la forma della serialità teatrale, la ricerca riflette sui rituali che regolano la vita collettiva – l’amore, il conflitto, la cura, il desiderio di comunità – mettendone in luce la fragilità in un tempo segnato da guerre e profonde trasformazioni sociali. La residenza è concepita come una fase aperta di sperimentazione, dedicata alla raccolta di materiali, all’esplorazione di nuove forme drammaturgiche e al confronto con il pubblico.

Claudia Müller Montes

È un’artista visiva cilena che sviluppa una ricerca all’incrocio tra arte, scienza e cosmologia, indagando l’acqua come archivio vivente, memoria ecologica e connessione tra territori, specie e paesaggi. Attraverso installazioni in ceramica, acquerelli, video e suono, esplora i corpi idrici come sistemi dinamici che attraversano il mondo naturale e culturale. A Casa degli Artisti presenta Memoria idrica, un progetto nato da una ricerca comparata tra le Alpi e le Ande, che mette in dialogo geografie, cosmologie e tradizioni legate all’acqua. La ricerca si concentra sulla rete idrica lombarda – dai laghi prealpini ai fiumi che attraversano Milano fino all’Adriatico – intrecciando dati scientifici, memoria dei luoghi e antiche narrazioni spirituali, come quella della dea celtica Belisama. Il progetto prende forma in un’installazione concepita come una soglia simbolica, un invito a riscoprire l’acqua non solo come risorsa naturale, ma come patrimonio culturale e paesaggio vivente.

Giulia Pompilj

Sviluppa una ricerca che intreccia pratiche artistiche, botanica e processi di tintura naturale, esplorando il rapporto tra paesaggio, biodiversità e memoria dei luoghi. Attraverso l’estrazione di pigmenti vegetali e la stampa, il suo lavoro trasforma gli elementi naturali in materia narrativa, mettendo in dialogo arte, scienza e conoscenza ecologica. Nell’ambito della residenza Italia Pazza, presenta Hieracium australe – Botanica della resistenza, un progetto dedicato all’omonima specie botanica che cresce esclusivamente sulle mura del Castello Sforzesco di Milano. Partendo dall’estrazione di pigmenti naturali ricavati dalla pianta, l’artista realizza una ricerca visiva che rende visibile il patrimonio ecologico nascosto della città, trasformando il colore in una traccia del territorio e in uno strumento di divulgazione artistico-scientifica. Il progetto invita a osservare il paesaggio urbano come un ecosistema vivo, dove anche le forme di vita più silenziose raccontano storie di adattamento, resistenza e biodiversità.

 

INFORMAZIONI PRATICHE

dal 7 al 9 luglio ore 18.00-21-00

Ingresso libero

The event is finished.

Data

08 Lug 2026
evento passato

Ora

18:00 - 21:00

Tipologia

Open Studio

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