Simona Barbera

2026

arte visiva

Simona Barbera è un’artista visiva che vive e lavora tra Genova e Oslo. La sua pratica esplora le intersezioni tra suono, installazione, scultura e codice.
Nel suo lavoro, la tecnologia audio diventa materia scultorea: hardware, trasduttori, resine, tessuti e cavi danno vita a dispositivi che alterano la densità fisica dell’ambiente. Le sue sculture sonore multicanali integrano componenti audio e dispositivi di riproduzione concepiti come parte di una forma espositiva aperta e immersiva. Processi generativi producono pattern tradotti in stampe a sublimazione su tessuto, mentre sculture in metallo, spesso realizzate in dialogo con questi stessi processi computazionali, articolano lo spazio fisico dell’installazione.
Le sue installazioni esplorano la coesistenza tra ecologie naturali e sistemi sintetici, generando spazi in cui la componente materica e quella sonora sono profondamente interdipendenti. Radicate negli ambienti acustici di spazi urbani ed extraurbani soggetti a mutamenti e pressioni, le sue tracce sonore impiegano campioni di voci reali, suoni trovati, trame sonore stratificate e audio 3D, esplorando le qualità tattili del suono — inclusi infrabassi, rumori e silenzio — per evidenziare la tensione acustica tra presenza e assenza.

Il suo lavoro è stato esposto in spazi e istituzioni internazionali, tra cui Lydgalleriet (Bergen), Henie Onstad Art Center (Høvikodden), Leonardi V-idea (Genova), Office Project Room (Milano), K4 (Oslo), Supermarket Art Fair (Stoccolma), Mottaket (Ålesund), Posto Segreto (Alcamo), TRYST (Los Angeles), Juxtapose (Aarhus), Villa Romana (Firenze), Podium (Oslo), Melk (Oslo), CHAN Contemporary Art Association (Genova), NoPlace (Oslo), LYNX (Oslo).

Simona Barbera è un’artista visiva che vive e lavora tra Genova e Oslo. La sua pratica esplora le intersezioni tra suono, installazione, scultura e codice.
Nel suo lavoro, la tecnologia audio diventa materia scultorea: hardware, trasduttori, resine, tessuti e cavi danno vita a dispositivi che alterano la densità fisica dell’ambiente. Le sue sculture sonore multicanali integrano componenti audio e dispositivi di riproduzione concepiti come parte di una forma espositiva aperta e immersiva. Processi generativi producono pattern tradotti in stampe a sublimazione su tessuto, mentre sculture in metallo, spesso realizzate in dialogo con questi stessi processi computazionali, articolano lo spazio fisico dell’installazione.
Le sue installazioni esplorano la coesistenza tra ecologie naturali e sistemi sintetici, generando spazi in cui la componente materica e quella sonora sono profondamente interdipendenti. Radicate negli ambienti acustici di spazi urbani ed extraurbani soggetti a mutamenti e pressioni, le sue tracce sonore impiegano campioni di voci reali, suoni trovati, trame sonore stratificate e audio 3D, esplorando le qualità tattili del suono — inclusi infrabassi, rumori e silenzio — per evidenziare la tensione acustica tra presenza e assenza.

Il suo lavoro è stato esposto in spazi e istituzioni internazionali, tra cui Lydgalleriet (Bergen), Henie Onstad Art Center (Høvikodden), Leonardi V-idea (Genova), Office Project Room (Milano), K4 (Oslo), Supermarket Art Fair (Stoccolma), Mottaket (Ålesund), Posto Segreto (Alcamo), TRYST (Los Angeles), Juxtapose (Aarhus), Villa Romana (Firenze), Podium (Oslo), Melk (Oslo), CHAN Contemporary Art Association (Genova), NoPlace (Oslo), LYNX (Oslo).

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