Erika Martinazzoli

2026

arti visive

Erika (Maria Tango) Martinazzoli, tripolare per scelta. Visual Artist, focalizza la propria ricerca sul rapporto tra la dimensione umana e gli ambienti circostanti. La sua pratica indaga ciò che permane ai margini dei sistemi di valore dominanti: persone, materiali, gesti e tracce che eccedono la logica dell’efficienza e della produttività. In un contesto post-capitalista segnato da iperconnessione, accelerazione e smaterializzazione dell’esperienza, il residuo emerge come unità critica, come testimonianza di un tempo non ottimizzato e di una presenza che resiste alla completa assimilazione.
Attraverso sculture, installazioni e performance, con l’uso del corpo e della mente – dello spazio fisico e interiore oltre a quello virtuale, affronta temi sociali, urbani e domestici tramite persone, dati, materiali di uso comune spesso trovati divengono materia d’indagine, esplorando la dicotomia insita nella realtà e nella tecnologia, la fugacità del tempo, l’effimero e il residuo. Lavora sulla materialità di ciò che resta, attivando processi di raccolta, trasformazione e cristallizzazione. Il residuo diventa così un dispositivo performativo: non un semplice scarto, ma una soglia in cui memoria, corpo e spazio si incontrano.
Laureata presso la scuola di Scultura dell’Accademia di belle arti di Brera a Milano. Dal 2022 collabora con la redazione di fuoriregistro (Boîte Editions), progetto curatoriale e artistico che indaga il rapporto tra educazione e arte contemporanea. Ha esposto presso varie istituzioni e spazi espositivi, tra cui Casa museo Boschi Di Stefano, Casa d’accoglienza Enzo Jannacci, Interno46 – Accademia di Brera, Fondazione Acqua dell’Elba, Adiacenze Bologna, Careof – No profit organization for contemporary art, Fondazione Artepassante, Casa degli Artisti, spazio F.O.M.A.


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Attraverso sculture, installazioni e performance, con l’uso del corpo e della mente – dello spazio fisico e interiore oltre a quello virtuale, affronta temi sociali, urbani e domestici tramite persone, dati, materiali di uso comune spesso trovati divengono materia d’indagine, esplorando la dicotomia insita nella realtà e nella tecnologia, la fugacità del tempo, l’effimero e il residuo. Lavora sulla materialità di ciò che resta, attivando processi di raccolta, trasformazione e cristallizzazione. Il residuo diventa così un dispositivo performativo: non un semplice scarto, ma una soglia in cui memoria, corpo e spazio si incontrano.
Laureata presso la scuola di Scultura dell’Accademia di belle arti di Brera a Milano. Dal 2022 collabora con la redazione di fuoriregistro (Boîte Editions), progetto curatoriale e artistico che indaga il rapporto tra educazione e arte contemporanea. Ha esposto presso varie istituzioni e spazi espositivi, tra cui Casa museo Boschi Di Stefano, Casa d’accoglienza Enzo Jannacci, Interno46 – Accademia di Brera, Fondazione Acqua dell’Elba, Adiacenze Bologna, Careof – No profit organization for contemporary art, Fondazione Artepassante, Casa degli Artisti, spazio F.O.M.A.

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